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Matdid: Materiale
didattico di italiano per stranieri aggiornato ogni 15 giorni. |
Livello intermedio 1 |
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Tra il 1995 e il 2007
la scuola italiana ha funzionato con il sistema dei debiti e dei crediti: alla fine dell'anno se uno studente non va bene in una materia - per esempio in matematica - supera l'anno con "un debito". Questo significa che l'anno dopo deve dimostrare di avere studiato matematica per essere alla pari con gli altri. Già: ma se non dimostra di avere studiato matematica? Eh, accumula debiti, certo, e pagherà le sue colpe agli esami di maturità quando saranno calcolati debiti e crediti (più o meno come un cliente della banca che ha il conto sempre più in rosso e rischia in ogni momento la bancarotta). Insomma questo sistema, tipico dei paesi protestanti dove le colpe non si cancellano mai, qui da noi sembra non funzionare. Il Ministro della Pubblica Istruzione ha perciò Il Purgatorio deciso di tornare, dal 2008, al vecchio, tradizionalissimo sistema italiano: promossi, bocciati o rimandati. In pratica: alla fine dell'anno se uno studente va male in quattro materie è bocciato, cioè deve ripetere la stessa classe. Se è sufficiente in tutte le materie è promosso, cioè dopo le vacanze estive va a frequentare la classe superiore. |
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Se è insufficiente in una,
due o tre materie è rimandato. Questo significa che a settembre,
prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, deve fare gli esami di
riparazione sulle materie in cui è insufficiente. Se non supera
l'esame è bocciato e deve ripetere la classe. Se lo supera è promosso
e va alla classe superiore, senza debiti né colpe da espiare, alla pari
con tutti gli altri. Un sistema questo che corrisponde perfettamente
alla nostra mentalità cattolica (inferno se sei cattivo, paradiso
se sei buono e purgatorio se sei così così). Certo con il purgatorio bisogna farsi qualche centinaio di anni di punizione prima di entrare in paradiso. Così essere rimandato prevede un'estate rovinata (be', del resto anche la confessione prevede la penitenza per concedere il perdono), tre mesi in cui si devono studiare le materie in cui siamo stati rimandati. Gli studenti italiani non sono d'accordo con questo "ritorno al passato": l'idea di passare le vacanze studiando certo non li affascina molto. E già fanno proteste e manifestazioni contro questa iniziativa. Ma noi, che studenti non siamo più, e che comunque siamo allergici ai sensi di colpa, per una volta siamo d'accordo con il Ministro: i debiti e i crediti li lasciamo volentieri agli economisti. |
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