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Matdid: Materiale
didattico di italiano per stranieri aggiornato ogni 15 giorni. |
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Se si guardano le antiche
mappe di Roma (dal XVI secolo in poi), nella zona dell'Esquilino tra Santa
Maria Maggiore e le Mura Aureliane appaiono sempre, oltre ai
Trofei di Mario
e al Tempio di
Minerva Medica, alcuni edifici: la chiesa di San Vito (e Modesto), con
addossato l'Arco di Gallieno, e la chiesa di Sant'Eusebio. Nelle mappe
tutte queste costruzioni appaiono isolate nella campagna, perché fino alla
fine del XIX secolo quest'area di Roma era poco urbanizzata; ma oggi non è
più così, e bisogna andarli a cercare tra i palazzi del
grande quartiere
costruito dopo il 1870.
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La chiesa di Sant'Eusebio
oggi si trova nell'angolo nord-occidentale di Piazza Vittorio. È molto
antica. Secondo la tradizione, è stata costruita nel IV secolo sull'area
della casa del presbitero Eusebio, martirizzato durante la persecuzione
dell'imperatore Costanzo; ma storicamente la sua esistenza è attestata
solo dal secolo successivo. In ogni caso, gli archeologi hanno scoperto i
resti di un'insula
(cioè di un "condominio") di epoca imperiale proprio al di sotto di essa. La chiesa è stata ricostruita più volte, in particolare nel XIII secolo, nel XVII e nel XVIII secolo, epoca a cui risale la facciata (1771). È un luogo pieno di tesori. Nella volta della navata centrale il grande affresco con la Gloria di Sant'Eusebio (1779) è opera di uno dei protagonisti nel neoclassicismo, Anton Raphael Mengs (una curiosità: uno degli angioletti ha il volto di una donna da lui amata). Invece il chiostro in mattoni, dell'antico convento, viene |
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attributo a Domenico Fontana
(1588), l'architetto di papa Sisto V, per il quale ha innalzato
l'obelisco di Piazza San Pietro e costruito i palazzi del Laterano (e molto altro). La facciata oggi appare sopraelevata rispetto al piano stradale, e raggiungibile per mezzo di una scalinata a doppia rampa. Le antiche incisioni (come quella di Giuseppe Vasi, del 1753) mostrano che non è sempre stato così: questo innalzamento, infatti, è una conseguenza dei grandi lavori di sbancamento fatti all'epoca della costruzione di Piazza Vittorio. |
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Poco lontano, tra via Carlo Alberto e Piazza Vittorio, c'è la chiesa dei SS. Vito e Modesto, addossata a un antico arco romano, l'arco di Gallieno. Questo è uno dei luoghi più antichi di Roma. L'arco di Gallieno, infatti, è sul luogo della porta esquilina, una delle porte delle antiche mura serviane (VI secolo a.C.): un tratto di queste mura arcaiche è stato trovato sotto la chiesa dei SS. Vito e Modesto negli scavi fatti nel 1971-72, e un frammento di esse si può vedere murato in un palazzo di Via Carlo Alberto; un altro tratto delle mura è davanti all'Acquario. Qui arrivava l'antico vicus suburanus (attuale via in Selci). Al di là della porta, per secoli, si è esteso un enorme cimitero (necropoli esquilina) ma in epoca augustea tutta la zona è stata risanata da Mecenate, che qui ha costruito i suoi Horti. La porta è stata, allora, trasformata in un arco trionfale a tre fornici (arcate), dei quali rimane solo quello centrale. Il nome attuale deriva dal restauro fatto nel 262 da Marco Aurelio Vittore, che dedicò l'arco all'imperatore Gallieno e a sua moglie Solonina (così si legge nell'iscrizione sulla cornice). Poco lontano da qui l'imperatore aveva la sua residenza, i famosi Horti Liciniani. Sempre in epoca augustea qui è stato costruito il Macellum Liviae, un grande mercato. Non si conosce bene la sua posizione. Ma sappiamo che la basilica di Santa Maria Maggiore era descritta "iuxta [presso, vicino a] macellum Libiae" e che la chiesa dei SS. Vito e Modesto era detta "in macello" o descritta come "intrans sub arcum [di Gallieno] ubi dicitur macellum Livianum". La chiesa dei SS Vito e Modesto, che si addossa all'Arco di Gallieno, viene nominata nelle fonti per la prima volta nell'VIII secolo. L'edificio attuale però risale una ricostruzione radicale fatta da Sisto IV nel 1477; perfino l'orientamento della chiesa era stato cambiato, con la costruzione di una nuova facciata su via Carlo Alberto. Ma quando l'edificio è stato restaurato, nel 1973-1977, è tornato l'antico orientamento e l'ingresso alla chiesa è di nuovo quello medievale, su via di San Vito. Fino alla costruzione di Piazza Vittorio, alla fine del XIX secolo, dall'arco di Gallieno si vedevano i |
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Trofei di Mario
(incisione di Giuseppe Vasi, del 17 |
56; e
foto
Parker del 1870). Molto suggestivo... |
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Ma ancora oggi è un luogo
bellissimo, e ricco di fascino. E, ancora, un altro tesoro da scoprire tra
i palazzi del quartiere, intorno a Piazza Vittorio. |
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