Matdid, materiali didattici di italiano per stranieri a cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi, Scuola d'Italiano Roma

 
 

Roberto Tartaglione

 
MORTO UN PAPA
SE NE FA UN ALTRO

 
  

La morte del papa, le elezioni regionali, milioni di pellegrini a Roma: tutto in una settimana.

Qualche link di approfondimento: La donazione di Costantino; La cavalcata del "Possesso". E ancora Il contratto con gli italiani, Preghiera per la pubblicità elettorale, e il testo della Universi dominici gregis

  

 

Livello intermedio 1


Il modo di dire tipicamente romano Morto un Papa se ne fa un altro, può sembrare cinico; e forse lo è, ma certamente non è irrispettoso. 
Una città come Roma, abituata da sempre alla nascita e alla morte di poteri e di contropoteri, politici e religiosi, difficilmente si sorprende. E mai si trova impreparata davanti all'emergenza. Anzi, affronta in genere l'emergenza con naturalezza,  con un pizzico di cinismo e qualche dose di umorismo. 

 
Il potere temporale della Chiesa nasce ufficialmente con La donazione di Costantino, il documento con cui l'imperatore dona a papa Silvestro la città di Roma. Vero o falso che sia quel documento, da allora la Chiesa diventa nei fatti l'erede dell'Impero Romano. 

L'attuale governo italiano nasce nel 2001 dopo una campagna elettorale in cui Berlusconi firma un contratto con gli italiani in cui promette anni di boom economico e di benessere. Credibili o non credibili che siano quelle promesse, il gioco funziona e Berlusconi diventa capo del governo.

L'ultimo papa governa la chiesa per 27 anni. Nell'ultimo periodo della sua vita, malgrado sia completamente distrutto nel fisico, continua il suo lavoro, a dimostrazione che il corpo è solo il contenitore delle idee.

Berlusconi è capo del governo da 4 anni: nell'ultimo periodo fa il lifting e il trapianto di capelli, a dimostrazione che le idee sono solo un inutile contenuto del corpo.

Il 2 aprile muore il Papa. Tutte le televisioni interrompono le trasmissioni per dare la notizia (tutte, esclusa la cattolicissima Rai1 che sta trasmettendo un'intervista a Berlusconi).
Milioni di pellegrini vengono a Roma per rendergli omaggio.
Al papa, intendo.

Il 3 aprile 40 milioni di italiani vanno a votare per le elezioni regionali. Per il partito di Berlusconi è la più grande sconfitta della sua storia. Che la coalizione di governo sia diventata minoranza nel paese è ammesso da tutti. Un ministro dichiara: "Indubbiamente la morte del papa ci ha danneggiato". 

I cardinali si riuniranno presto in conclave per decidere chi sarà il nuovo papa e quale debba essere il futuro della chiesa cattolica. Il conclave si svolge nel riserbo più assoluto e dura normalmente fra i due e i cinque giorni. Poi il nuovo papa prenderà possesso del suo magistero.

Berlusconi, dopo la sconfitta elettorale, va in televisione e inizia la nuova campagna elettorale per le elezioni politiche del 2006. Dice che d'ora in poi pubblicizzerà continuamente la linea del governo e i suoi successi, perché gli italiani "non hanno capito bene".  E forse - se la gente continuerà a non capire bene - fra un anno perderà le elezioni. 
Ma si sa: morto un papa se ne fa un altro.
 

Il palazzo del Quirinale, oggi residenza del Presidente della Repubblica italiana, è stato sede papale fino al 1870.
In questo dipinto del 1714 è raffigurato l'arrivo nella piazza Quirinale - ancora senza obelisco -
dell'ambasciatore veneto Nicolò Duolo (olio su tela, particolare - Roma, Museo di Roma)


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