Matdid, materiali didattici di italiano per stranieri a cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi, Scuola d'Italiano Roma

 
 

Giulia Grassi

 
LA STANZA DELLA
SEGNATURA

  

La "Stanza della Segnatura" dipinta da Raffaello  nell'Appartamento papale di Giulio II in Vaticano
 
 

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La Stanza della Segnatura è la prima stanza delle quattro che formano l'Appartamento di Giulio II e di Leone X in Vaticano; viene dipinta da Raffaello tra 1508 e 1511.
È chiamata la stanza "dogmatica" ed è considerata la summa del pensiero umanistico: gli affreschi sulle pareti, cioè, ci permettono di conoscere il pensiero politico, filosofico e religioso di quell'epoca.
Giulio II (pontefice dal 1503 al 1513) aveva destinato questa stanza a biblioteca e studio privato: il programma iconografico degli affreschi richiama questa funzione. È un programma complesso, sicuramente elaborato da un teologo della corte papale.

Sulle due pareti lunghe si fronteggiano la
Disputa del Sacramento (a sinistra nello schema) e la Scuola di Atene (a destra nello schema); sulle due pareti brevi, con le finestre, si fronteggiano le Virtù Teologali, Cardinali e della Legge (in basso nello schema) e Il Parnaso (in alto nello schema).

Queste scene corrispondono alle quattro facoltà delle università medievali, rispettivamente la Teologia, la
Filosofia, la Giurisprudenza e la Poesia

I
n base alla filosofia neoplatonica, molto diffusa nel Rinascimento, le scene rappresentano anche le tre 
Schema della decorazione sulle pareti della Stanza della Segnatura
massime categorie dello spirito umano: il Vero (Noetica), il Bene (Etica) e il Bello (Estetica).
Il Vero soprannaturale è rappresentato dalla Disputa del Sacramento (o la Teologia), il Vero razionale dalla Scuola di Atene (o la Filosofia); il Bene è espresso nelle
Virtù Teologali, Cardinali e della Legge (o l'Etica) mentre il Bello nel Parnaso con Apollo, le Muse  e i poeti (o l'Estetica).
 
Secondo i critici questo programma complicato esprime l'ideale di 
Giulio II, la renovatio urbis Romae, cioè la "rinascita della città di Roma". Per il papa Roma è la sede naturale del papato perché nella città si fondono l'eredità della cultura classica e dell'impero romano con la verità del messaggio cristiano. È un programma universalistico, in cui il mondo antico, pagano, e quello moderno, cristiano, non sono in conflitto fra di loro ma in armonia.
Il Vero cristiano della Teologia non può fare a meno del Vero pagano e razionale della Filosofia: per volontà divina, infatti, anche i pagani fanno parte della Chiesa, perché i pensatori antichi della “Scuola d’Atene” hanno creato le basi concettuali sulle quali è stato costruito il pensiero cristiano, simboleggiato dalla "Disputa del Sacramento".
Il Bene si esprime seguendo le razionali "Virtù cardinali" (Fortezza, Temperanza, Prudenza e Giustizia) e le cristiane "Virtù teologali" (Fede, Speranza e Carità). La Legge si concretizza - nelle scene al di sotto delle Virtù - sia nel diritto ecclesiastico (Papa Gregorio IX approva le decretali) sia nel diritto civile (Giustiniano imperatore riceve le Pandette).
Quanto al Bello, il suo regno è il Parnaso, dove vivono Apollo e le Muse protettrici delle arti. Sul mitico monte poeti cristiani e poeti pagani, antichi e moderni, sono uno accanto all'altro: Dante con Omero e Virgilio, Saffo con Petrarca, Boccaccio e Ariosto con Ovidio e Orazio. Al di sotto del Parnaso sono dipinti due monocromi relativi ai poemi fondanti della cultura universale: Alessandro Magno depone l'Iliade e l'Odissea nella tomba di Achille e Augusto impedisce la distruzione dell'Eneide.

Lo stile sottolinea la "verità" espressa dalle immagini: le composizioni sono calme, solenni, equilibrate, simmetriche, basate su ampi semicerchi, piene di bellezza e armonia. Forma e contenuto coincidono. È veramente la summa del pensiero dell'epoca, e solo il "dio mortale" Raffaello poteva esprimerlo in modo così sublime.  
 
Disputa Scuola Virtù Parnaso