|
Matdid, materiali didattici di italiano per stranieri a cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi, Scuola d'Italiano Roma |
![]() |
| ||||||||
|
|
|||||||||
| Gli artisti
francesi vengono a Roma con una borsa di studio fin dal 1663, anno della
creazione della Accademia di Francia a Roma. La prima sede dell'Accademia è stata a Palazzo Mancini, poi si è trasferita a Villa Medici, sul Pincio. La villa è appartenuta alla famiglia fiorentina dei Medici ed è un bellissimo esempio di architettura manierista della seconda metà del XVI secolo, con stanze dipinte, opere d'arte e splendidi giardini. Attualmente la villa è proprietà francese. |
|
Per secoli, generazioni di artisti vincitori di un "Grand Prix de
Rome" hanno passato alcuni anni a Roma a studiare senza avere
problemi economici: erano i pensionnaires, ospitati nelle stanze
dell'Accademia. La formazione romana degli architetti era piuttosto complessa. Non solo avevano la possibilità di vedere direttamente i monumenti, ma avevano a disposizione una biblioteca, dovevano seguire un corso di archeologia e avevano perfino l'opportunità di finanziare degli scavi archeologici. Alla fine del loro soggiorno quadriennale dovevano |
|
|
E. PAULIN, Le Terme di Diocleziano (1885): ricostruzione delle zone del frigidarium e della natatio (piscina), inchiostro di china e acquarello, 0,495x0,850 |
| inviare un lavoro fatto su un monumento o un'area urbana di particolare
interesse: disegni, sezioni e rilievi architettonici, ricostruzioni (restituzioni)
del
monumento integro. Questi erano gli envois, materiale da
"inviare" alla commissione esaminatrice. Ma negli envois gli architetti non sempre propongono ricostruzioni scientifiche dei monumenti, anche quando si basano su studi diretti e accurati delle costruzioni antiche. A molti, infatti, interessa lo studio dell'architettura in sé, e quindi lasciano spazio alla loro immaginazione, a una personale idea dell'architettura romana, all'ispirazione del momento. Ad esempio, la ricostruzione del mausoleo di Adriano (oggi Castel Sant'Angelo) proposta qui sotto da E. Vaudremer è poco verosimile (ed è totalmente diversa da quella che fanno gli archeologi di oggi, che si basano solo sui risultati scientifici degli scavi e sulle notizie storiche). Ma è nonostante questo - o forse proprio per questo - molto affascinante. Perciò quella che emerge dagli envois non è una Roma storicamente verosimile, ma è una ipotesi di città. O meglio, sono molte ipotesi di città, tante quante sono gli artisti che hanno visto, amato, disegnato le sue rovine ... e che l'hanno reinventata attraverso l'immaginazione. |
![]() |
![]() |
| E. VAUDREMER, Il mausoleo di Adriano, 1857: 1. Facciata in scala 1:100, stato attuale (m 1,28x2,31); 2. Restituzione del mausoleo, facciata in scala 1:100 (m 1,34x2,33); inchiostro di china e acquarello su carta incollata su tela. |
![]() |
![]() |
| H.-M. D D'ESPOUY, Basilica di Costantino, 1889: 1. Prospetto longitudinale nello stato attuale (m 1,05x1,50 - matita e acquarello su carta incollata su tela); 2. Restituzione |
| della sezione trasversale (inchiostro di china e acquarello su carta incollata su tela) |
![]() |
![]() |
|
C. MOYAUX, Il Tabularium e i monumenti posti ai piedi del Campidoglio, 1865-66; 1. Prospetto nello stato attuale (m 0,98 x1,22); 2. Restituzione del prospetto (m 0,98x1,23): inchiostro di china e acquarello su carta incollata su tela |