Matdid: Materiale didattico di italiano per stranieri aggiornato ogni 15 giorni.
A cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi

 
   

Roberto Tartaglione

 
TRE STORIE
DI IERI E DI OGGI

 
  
Cincinnato, Muzio Scevola e Giulio Cesare, tre personaggi che impariamo a conoscere da bambini sui libri di storia
 Esercizi con soluzione

 
Livello elementare 1


 
Le tre storielle sull'antica Roma che raccontiamo in questa pagina fanno parte del bagaglio scolastico di ogni italiano: Cincinnato e il suo orticello, Muzio Scevola che punisce la mano che ha sbagliato (determinando la nascita del modo di dire "mettere la mano sul fuoco"), Giulio Cesare che dice "La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto".
E naturalmente... come evitare un piccolo e innocente rapporto con i giorni nostri?

   
 

CINCINNATO E L'ORTICELLO  

Cincinnato è un notissimo personaggio della storia di Roma antica. 
Nato probabilmente intorno all'anno 520 a.C., è famoso per questa leggenda.

Quando la situazione politica o militare era difficile, i romani eleggevano un "dittatore", un capo politico che per 6 mesi aveva pieni poteri e il compito di risolvere i problemi dello Stato.
Nell'anno 458 la situazione per Roma era davvero difficile: il console Lucio Minucio con i suoi soldati era circondato dall'esercito degli Equi, tradizionali nemici dei romani, e la città di Roma era seriamente in pericolo.

Alcuni senatori allora sono andati a chiamare Cincinnato, un vecchio condottiero che viveva nella sua casa di campagna e che aveva abbandonato la politica attiva. Cincinnato, che stava coltivando il suo orticello, dopo aver sentito la richiesta dei senatori, accetta la carica di dittatore e torna con loro a Roma.

Il giorno dopo studia un piano di guerra; poi raduna un esercito e parte in direzione del campo dove Lucio Minucio è circondato dagli Equi. Dopo una feroce battaglia gli Equi sono sconfitti e Cincinnato torna a Roma, festeggiato da tutti come grande eroe e come salvatore della patria.

La sua carica di dittatore doveva durare ancora 6 mesi. Ma lui, terminato il suo compito di salvare la città, lascia l'incarico e torna a coltivare il suo orticello.

Alcuni giorni fa, formando le liste dei candidati alle prossime elezioni politiche,
il capo del Partito Democratico 
Walter Veltroni
ha chiesto al vecchio politico
Ciriaco De Mita,
80 anni di età
di cui 45 passati in Parlamento,
di farsi da parte
e di lasciare il posto a candidati più giovani. Ciriaco De Mita,
con la stessa umiltà di Cincinnato,
ha sostenuto che il paese ha ancora bisogno della sua intelligenza:
ha quindi lasciato il Partito Democratico
e si è candidato in un partito avversario.
Il suo orticello resterà incolto.

Ciriaco de Mita e Cincinnato


MUZIO SCEVOLA E PORSENNA

Nell'anno 508 a.C. Roma, in guerra con gli etruschi, era circondata dall'esercito nemico: la città era alla fame.
 
Il nobile romano Muzio Scevola propone allora al Senato una soluzione: intende andare di notte nel campo dei nemici e uccidere il loro capo Porsenna, sicuro che senza la sua guida gli etruschi non potevano più vincere la guerra.
Il Senato accetta e Muzio parte per la sua rischiosissima missione.

Durante la notte entra nel campo nemico e, quando vede che Porsenna è da solo, pugnala al cuore il suo nemico.
Un attimo dopo però capisce il suo terribile errore: l'uomo che ha ucciso non è Porsenna, ma il suo scrivano!
Immediatamente i soldati etruschi catturano Muzio.

Quando il giovane romano è davanti a Porsenna (che sta per condannarlo a morte) allunga il suo braccio su un braciere e non toglie la mano dal fuoco fino a che non è completamente bruciata.
E dice: "Volevo uccidere te, Porsenna. La mia mano ha sbagliato e questa è la punizione per il suo imperdonabile errore".
Porsenna, colpito e spaventato dalla determinazione dei romani, lascia allora libero Muzio Scevola e abbandona l'assedio della città.

Da molte settimane la città di Napoli è completamente piena di spazzatura e di rifiuti: le colpe di questa drammatica situazione sono certamente della Camorra (la criminalità organizzata che specula sullo smaltimento dei rifiuti ), di alcune imprese che avevano il compito di portare via la spazzatura dalla città e certo della politica, che doveva gestire l'operazione.
In molti hanno chiesto le dimissioni di Antonio Bassolino, ex sindaco della città e Presidente della Regione. Ma Bassolino ha deciso di restare al suo posto. Forse ha sbagliato qualcosa, ma adesso ha tante idee in testa per risolvere la situazione e non è certo questo il momento di pensare a lasciare l'incarico o a punizioni per il suo operato. Insomma, non è certo un personaggio bruciato...

Antonio Bassolino e Muzio Scevola


CESARE E LA MOGLIE

Pompea era la moglie di Giulio Cesare: finisce in tribunale con l'accusa di aver fatto entrare il suo amante in un luogo sacro dove potevano entrare solo le donne. Dopo questa storia Cesare divorzia da lei. 

Al processo, in tribunale, Giulio Cesare si dichiara assolutamente convinto dell'innocenza della donna. 
 
"Ma allora perché hai voluto divorziare da lei?" chiedono i giudici.
 
"Perché la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto" risponde il grande condottiero. 

Fra i massimi esponenti del Partito di Berlusconi c'è Marcello Dell'Utri, condannato dal tribunale di Palermo a nove anni di carcere per "Concorso in associazione mafiosa". 
Berlusconi difende il suo vecchio amico e lo vuole con sé in Parlamento. A divorziare non ci pensa nemmeno: mica è sua moglie!

E PER I PIÙ CURIOSI... (livello avanzato)

Tre video presi da Youtube: nei primi due il giornalista Marco Travaglio racconta la storia della vecchia amicizia tra Berlusconi e Dell'Utri. Nel terzo (per par condicio!) sentiamo anche la voce di Berlusconi che sostiene l'assoluta onestà del suo amico ingiustamente condannato per mafia.