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CINCINNATO E
L'ORTICELLO
Cincinnato è un notissimo personaggio della storia di
Roma antica.
Nato probabilmente intorno all'anno 520 a.C., è famoso per questa leggenda.
Quando la situazione politica o militare era
difficile, i romani eleggevano un "dittatore", un capo politico
che per 6 mesi aveva pieni poteri e il compito di risolvere i problemi
dello Stato.
Nell'anno 458 la situazione per Roma era davvero difficile: il console
Lucio Minucio con i suoi soldati era circondato dall'esercito degli Equi,
tradizionali nemici dei romani, e la città di Roma era seriamente in
pericolo.
Alcuni senatori allora sono andati a chiamare
Cincinnato, un vecchio condottiero che viveva nella sua casa di campagna e
che aveva abbandonato la politica attiva. Cincinnato, che stava coltivando
il suo orticello, dopo aver sentito la richiesta dei senatori, accetta la
carica di dittatore e torna con loro a Roma.
Il giorno dopo studia un piano di guerra; poi raduna
un esercito e parte in direzione del campo dove Lucio Minucio è
circondato dagli Equi. Dopo una feroce battaglia gli Equi sono sconfitti e
Cincinnato torna a Roma, festeggiato da tutti come grande eroe e come
salvatore della patria.
La sua carica di dittatore doveva durare ancora 6
mesi. Ma lui, terminato il suo compito di salvare la città, lascia
l'incarico e torna a coltivare il suo orticello.
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Alcuni giorni fa, formando le liste dei
candidati alle prossime elezioni politiche,
il capo del Partito
Democratico
Walter Veltroni
ha chiesto al vecchio politico
Ciriaco De
Mita,
80 anni di età
di cui 45 passati in Parlamento,
di farsi da parte
e
di lasciare il posto a candidati più giovani. Ciriaco De Mita,
con la
stessa umiltà di Cincinnato,
ha sostenuto che il paese ha ancora bisogno
della sua intelligenza:
ha quindi lasciato il Partito Democratico
e si è
candidato in un partito avversario.
Il suo orticello resterà incolto.
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MUZIO SCEVOLA
E PORSENNA
Nell'anno 508 a.C. Roma, in guerra con gli
etruschi, era circondata dall'esercito nemico: la città era alla fame.
Il nobile romano Muzio Scevola propone allora al Senato una soluzione:
intende andare di notte nel campo dei nemici e uccidere il loro capo
Porsenna, sicuro che senza la sua guida gli etruschi non potevano più
vincere la guerra.
Il Senato accetta e Muzio parte per la sua rischiosissima missione.
Durante la notte entra nel campo nemico e, quando vede che Porsenna è da
solo, pugnala al cuore il suo nemico.
Un attimo dopo però capisce il suo terribile errore: l'uomo che ha ucciso
non è Porsenna, ma il suo scrivano!
Immediatamente i soldati etruschi catturano Muzio.
Quando il giovane romano è davanti a Porsenna (che sta per condannarlo a
morte) allunga il suo braccio su un braciere e non toglie la mano dal
fuoco fino a che non è completamente bruciata.
E dice: "Volevo uccidere te, Porsenna. La mia mano ha sbagliato e
questa è la punizione per il suo imperdonabile errore".
Porsenna, colpito e spaventato dalla determinazione dei romani, lascia
allora libero Muzio Scevola e abbandona l'assedio della città.
Da molte settimane la città di Napoli
è completamente piena di spazzatura e di rifiuti: le colpe di questa
drammatica situazione sono certamente della Camorra (la criminalità
organizzata che specula sullo smaltimento dei rifiuti ), di alcune imprese
che avevano il compito di portare via la spazzatura dalla città e certo
della politica, che doveva gestire l'operazione.
In molti hanno chiesto le
dimissioni di Antonio Bassolino, ex sindaco della città e Presidente della
Regione. Ma Bassolino ha deciso di restare al suo posto. Forse ha
sbagliato qualcosa, ma adesso ha tante idee in testa per risolvere la
situazione e non è certo questo il momento di pensare a lasciare
l'incarico o a punizioni per il suo operato. Insomma, non è certo un
personaggio bruciato...

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CESARE E LA
MOGLIE
Pompea era la moglie di Giulio Cesare:
finisce in tribunale con l'accusa di aver fatto entrare il suo amante in
un luogo sacro dove potevano entrare solo le donne. Dopo questa storia
Cesare divorzia da lei.
Al processo, in tribunale, Giulio Cesare si dichiara assolutamente
convinto dell'innocenza della donna.
"Ma allora perché hai voluto divorziare da lei?" chiedono i
giudici.
"Perché la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto"
risponde il grande condottiero.
Fra i massimi esponenti del
Partito di Berlusconi c'è Marcello Dell'Utri, condannato dal
tribunale di Palermo a nove anni di carcere per "Concorso in
associazione mafiosa".
Berlusconi difende il suo vecchio amico e lo vuole con sé in Parlamento.
A divorziare non ci pensa nemmeno: mica è sua moglie! |
E PER I PIÙ CURIOSI... (livello
avanzato)
Tre video presi da Youtube: nei
primi due il giornalista Marco Travaglio racconta la storia della vecchia
amicizia tra Berlusconi e Dell'Utri. Nel terzo (per par condicio!)
sentiamo anche la voce di Berlusconi che sostiene l'assoluta onestà del
suo amico ingiustamente condannato per mafia.
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