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Matdid: Materiale
didattico di italiano per stranieri aggiornato ogni 15 giorni. |
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| A Roma, si sa, le strade hanno spesso nomi bizzarri. In Campo Marzio, poco lontano dal Pantheon, c'è via del pie' di marmo, che deve il suo nome a un grande piede marmoreo poggiato su un piedistallo. |
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Il piede è quello che resta di
una statua colossale che, quasi sicuramente, proviene da
un grande
tempio dedicato a due divinità egizie, Iside e Serapide, che si trovava
proprio in questo luogo, ed era conosciuto come
Iseo Campense. Cosa rappresentava la statua colossale? È difficile dirlo. Gli studiosi discutono: era una statua maschile o femminile? Di una divinità o di un sacerdote (o sacerdotessa)? Rappresentava una figura in piedi o seduta? Secondo alcuni studiosi rappresentava, forse, proprio la dea Iside. La statua di culto di Iside, che decorava l'Iseo, è andata perduta, ma nel Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini c’è una Statua di Iside in marmo che è la sua copia. |
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Per l'identificazione della statua ci può aiutare il fatto che il piede calza un sandalo? Non è così semplice. Le calzature romane si dividevano, come oggi, in scarpe aperte e scarpe chiuse. Quello che segue è un sintetico, e incompleto, elenco delle più diffuse. Tra le scarpe chiuse ci sono i calcei (a), le calzature che i cittadini romani, di entrambi i sessi, dovevano portare in pubblico. Erano scarpe a stivaletto che coprivano il piede fino al malleolo e a volte anche parte del polpaccio; le dita potevano essere lasciate scoperte. Vi erano molti tipi di calcei, che con la loro forma e colore indicavano il rango sociale di chi li indossava. I calceoli femminili erano generalmente più bassi di quelli maschili, variamente colorati e molto più ornati. Le scarpe militari erano le caligae (b). Erano caratterizzate da strisce di cuoio cucite alla suola, molto robusta e ferrata; queste strisce formavano una specie di rete attorno al piede, lasciando le dita scoperte; si allacciavano sopra la caviglia. L'imperatore Caligola, in realtà Gaio Giulio Cesare Germanico, era soprannominato così perché da bambino accompagnava il padre nelle spedizioni militari i Germania e indossava le scarpe dei soldati, delle piccole caligae. C'erano poi dei veri e propri stivali chiusi, di vario tipo. Ad esempio i cothurni (c), che coprivano fino a metà gamba ed erano allacciati davanti con delle corregge. Erano le calzature preferite dagli attori, che le portavano con suole altissime. |
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a
b
c |
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Secondo il galateo romano, uscire con i sandali era sconveniente, bisognava indossare i calcei. Ma una volta entrati in casa altrui, era sconveniente continuare ad indossare i calcei: bisognava mettersi i sandali (che venivano portati da casa o, nel caso di visitatori importanti, forniti dagli schiavi della casa di cui si era ospiti). Sui letti tricliniari, dove ci si sdraiava per mangiare, si stava a piedi nudi. Il nostro pie' di marmo, se la vista non ci inganna, sembra calzare una crepida... |