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Il 25 aprile, in Italia, è festa nazionale,
la festa della "Liberazione". In quella data infatti, nel
1945, i partigiani cacciano da Milano i soldati nazisti che la
occupavano, prima dell'arrivo dell'esercito americano, ormai vicinissimo
alla città.
Per questo la festa della "Liberazione" è considerata la
festa della libertà dall'oppressione e dalla dittatura e anche la data di
nascita della nostra democrazia.
Ogni anno quindi, in tutte le città italiane, il 25 aprile si festeggia questo anniversario con
manifestazioni di piazza, discorsi e musica.
Uno dei canti più diffusi in questo giorno è la celebre canzone
popolare "Bella Ciao": canto di origine comunista, è diventato
l'inno della lotta partigiana contro i tedeschi. Negli anni Sessanta poi
questa canzone diventa popolarissima anche fra giovani e studenti, come
inno della libertà.
Da alcuni anni il 25 aprile è
oggetto di grosse polemiche. La destra italiana non vede di buon occhio
una festa che ricorda la fine del fascismo. E non sente volentieri una
canzone che ricorda la lotta partigiana.
Il 25 aprile 2008 il sindaco della città di Alghero, Marco Tedde,
naturalmente berlusconiano, ha addirittura vietato alla banda cittadina di suonare
questa canzone durante le celebrazioni della festa della liberazione.
La gente, comunque, l'ha cantata lo stesso.
Ma leggiamo il testo di questa "pericolosissima" canzone:
Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor.
O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.
E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.
E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno «Che bel fior!»
«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»
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