Matdid: Materiale didattico di italiano per stranieri aggiornato ogni 15 giorni.
A cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi

 
   

Roberto Tartaglione  - Giulia Grassi
 

STORIA DI UNA CANZONE
 
Bella Ciao è una canzone popolare italiana famosa anche all'estero e cantata da diversi artisti internazionali. Simbolo della Resistenza e della lotta partigiana, è oggi in Italia oggetto di qualche polemica: ma con la rivolta dei giovani turchi nel giugno del 2013 diventa simbolo internazionale di lotta per la libertà. 
Esercizi con soluzione (e qualche informazione storica) 
Risultato delle elezioni per la Camera dei Deputati nell'aprile 2008

 
Livello
elementare 2


[AGGIORNATO IL 15 GIUGNO 2013]

Nel giugno  del 2013, da un contestazione contro la decisione di costruire un centro commerciale nel Gezi Park di Istanbul, uno dei pochi "polmoni verdi" della città, scoppia una rivolta antigovernativa in tutta la Turchia. I giovani scendono in piazza per reclamare la laicità dello stato turco voluta da Atatürk e per attaccare il capo del governo Erdoğan.

Inno della rivolta è un canto italiano: Bella Ciao.

Il 25 aprile, in Italia, è festa nazionale, la festa della "Liberazione". In quella data infatti, nel 1945, i partigiani cacciano da Milano i soldati nazisti che la occupavano, prima dell'arrivo dell'esercito americano, ormai vicinissimo alla città.
Per questo la festa della "Liberazione" è considerata la festa della libertà dall'oppressione e dalla dittatura e anche la data di nascita della nostra democrazia.
Ogni anno quindi, in tutte le città italiane, il 25 aprile si festeggia questo anniversario con manifestazioni di piazza, discorsi e musica. 
Uno dei canti più diffusi in questo giorno è la celebre canzone popolare "Bella Ciao": canto di origine comunista, è diventato l'inno della lotta partigiana contro i tedeschi. Negli anni Sessanta poi questa canzone diventa popolarissima anche fra giovani e studenti, come inno della libertà.

Da alcuni anni il 25 aprile è oggetto di grosse polemiche. La destra italiana non vede di buon occhio una festa che ricorda la fine del fascismo. E non sente volentieri una canzone che ricorda la lotta partigiana.
Il 25 aprile 2008 il sindaco della città di Alghero, Marco Tedde, naturalmente berlusconiano, ha addirittura vietato alla banda cittadina di suonare questa canzone durante le celebrazioni della festa della liberazione.
La gente, comunque, l'ha cantata lo stesso.
Ma leggiamo il testo di questa "pericolosissima" canzone:
 

Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor.

O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno «Che bel fior!»

«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»