Matdid, materiali didattici di italiano per stranieri a cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi, Scuola d'Italiano Roma

 
 

Giulia Grassi

  
VILLA TORLONIA
SULLA NOMENTANA

 
  

Riaperta il 21 marzo 2006, dopo un lungo restauro, la Villa dei Torlonia sulla via Nomentana: continua il "nuovo Rinascimento" della città, iniziato con il Sindaco Francesco Rutelli e proseguito con Walter Veltroni.
 

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Nel 1797 Giovanni Torlonia acquista la Vigna Colonna, una tenuta agricola sulla via Nomentana comprendente un villino e un palazzetto seicenteschi. Grazie a lui, al figlio Alessandro e al nipote Giovanni, la nuova proprietà diventa un complesso monumentale eccezionale. Lo scopo di Villa Torlonia è rivaleggiare con le altre ville suburbane della nobiltà romana, in particolare con Villa Borghese e con la scomparsa Villa Ludovisi-Boncompagni (
zona dell'attuale Via Veneto).

La villa è bellissima. Ci sono molte costruzioni, monumentali e decorative, tra cui il Palazzo (mai visitabile dal pubblico prima della sua apertura il 21 marzo 2006), la Casina delle Civette, il Villino Rosso, il Casino dei Principi; i falsi Ruderi, la Limonaia, il Teatro, le Scuderie, la Serra Moresca; due obelischi e la Colonna di Carlo Torlonia. E un parco meraviglioso, l'unico giardino all’inglese di Roma.

Planimetria della Villa (da: Villa Torlonia, De Luca editore, Roma 2000)

La villa è l'emblema della potenza e della ricchezza della famiglia. Nell'Ottocento gli "investimenti" nell'arte da parte delle famiglie aristocratiche erano diminuiti: rivoluzione francese, invasione napoleonica, repubblica romana avevano messo in crisi sia i nobili che il Vaticano, che non avevano più disponibilità economiche. Unica eccezione, i Torlonia, che chiamano i più grandi artisti dell'epoca, a cominciare da Giuseppe Valadier, l'ideatore di Piazza del Popolo. Nella villa  viene creato un complesso di edifici, affreschi, sculture e stucchi unico per ampiezza e qualità, prevalentemente di gusto neoclassico ma anche con esempi notevoli di stile eclettico e liberty. 

 
Per circa vent'anni, dal 1925 al 1943, la villa è stata la residenza di Mussolini e della sua famiglia (nella foto, le nozze tra Edda Mussolini e Galeazzo Ciano). Ma l'unica testimonianza rimasta di questa presenza sono due bunker sotterranei che Mussolini fece costruire per sfuggire ad eventuali attacchi aerei o con i gas.
Nel maggio del 1944, e fino al 1947, nella villa si installò il Comando militare anglo-americano: in quei tre anni i danni causati agli edifici e alla vegetazione sono stati devastanti.
  
Lo stato di abbandono del complesso, acquistato dal Comune di Roma nel 1977 e destinato a parco pubblico, è continuato fino a circa 15 anni fa, quando è iniziata una grandiosa opera di restauro del complesso, ancora non ultimata.
 ... Da non perdere, se venite a Roma!