Matdid, materiali didattici di italiano per stranieri a cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi, Scuola d'Italiano Roma

 
 

Roberto Tartaglione

 

PICCOLE COSE
D'ESTATE

  

Da una satira anti-italiana a una poesia di Stefano Benni 
Per tutti quelli che vanno al mare sperando di fare incontri mitici

Livello elementare 2


 
Giugno 2006: scandalo, scandalo! Un giornalista tedesco, Achim Achilles, in un suo articolo pubblicato sulla versione online di Der Spiegel  - parlando ironicamente dei giocatori della Nazionale di calcio italiana - ha scritto qualcosa contro i maschi italiani: pigri, mammoni e esibizionisti. L'italiano tipico che si chiama Luigi Fiorello (ma potrebbe chiamarsi anche Andrea o Luca), mangia ogni giorno la pasta al sugo preparata dalla mamma. A 30 anni cambia cuoca. La sua ragazza italiana diventa così una macchina per cucinare, diventa la sua nuova mamma. Luigi non fa altro che «lavare la sua Fiat e parlare di auto. Il pranzo, intanto, è pronto in tavola».
E in spiaggia? Il signor Fiorello «si esibisce in una partita di non più di 5 minuti, urlando e gesticolando come i calciatori visti in tv. Raramente colpisce la palla, più spesso colpisce gli stinchi degli altri. Al minimo contatto con l'avversario, poi, stramazza al suolo».

Qualcuno si è offeso; il giornale Der Spiegel ha presentato le sue scuse ufficiali e ha cancellato l'articolo del giornalista. Tutto bene.
 
Ma noi non ci siamo scandalizzati troppo. Un po' perché abbiamo una certa simpatia per le scorrettezze politiche; un po' perché anche noi italiani abbiamo scritto cose poco carine sui tedeschi (ricordate qualche anno fa quando un politico del partito della Lega Nord ha pubblicato un articolo contro i turisti tedeschi?
Vedi qui il MatDid in cui parliamo di questo articolo; e vedi anche Sturmtruppen e Il paese dei limoni  per leggere qualcosa sul nostro rapporto di odio-amore con i tedeschi).
Ma soprattutto non ci siamo arrabbiati perché siamo pigri, perché la mamma ci ha insegnato che non bisogna mai arrabbiarci troppo, perché preferiamo esibire i nostri occhiali 
da sole invece che la nostra rabbia. Inoltre è quasi ora di pranzo, gli spaghetti al sugo ci aspettano sulla tavola e non bisogna mai sedersi a tavola nervosi. E se proprio dobbiamo arrabbiarci non sarà per un articolo di Der Spiegel ma per quel preoccupante rumorino che fa la marmitta della nostra Fiat quando scaliamo di marcia. 

Insomma, Der Spiegel ci aveva fatto arrabbiare quando negli Anni Settanta, nel periodo del terrorismo, aveva pubblicato in copertina la foto di un piatto di spaghetti con sopra una pistola. 
Quando prende in giro Luigi Fiorello... be' siamo pronti ad accettare allegramente il gioco di quel crucco di Achim Achilles!

 
Spiaggia di Fregene (Roma) nel 1927-28
nei quadri di Giulio Aristide Sartorio

 


 
Visto che però ormai siamo in piena estate e la stagione - si sa - favorisce gli innamoramenti, mettiamo in guardia gli stranieri che davvero credono all'immagine della donna italiana così stereotipata come quella apparsa sull'articolo del giornale tedesco.
E per metterli meglio in guardia trascriviamo qui una poesia di Stefano Benni (su suggerimento di Giovanna Virgilio, insegnante di Scuola d'Italiano Roma che ne fa uso come materiale didattico durante i suoi corsi di lingua italiana per stranieri)

LE PICCOLE COSE CHE AMO DI TE
di Stefano Benni 
 

Quel tuo sorriso
un po' lontano

il gesto lento della mano
con cui mi accarezzi 
i capelli

e dici: vorrei
averli anch'io così belli

e io dico: caro
sei un po' matto

e a letto svegliarsi
col tuo respiro 
vicino

e sul comodino
il giornale della sera

la tua caffettiera
che canta, 
in cucina

l'odore di pipa
che fumi la mattina

il tuo profumo
un po' balsé

il tuo buffo gilet
le piccole cose
che amo di te
  Quel tuo sorriso
strano

il gesto continuo 
della mano con cui 
mi tocchi i capelli

e ripeti: vorrei
averli anch'io così belli

e io dico: caro
me l'hai già detto

e a letto sveglia sentendo 
il tuo respiro
un po' affannato

e sul comodino
il bicarbonato

la tua caffettiera
che sibila 
in cucina

l'odore di pipa
anche la mattina

il tuo profumo
un po' demodé

le piccole cose
che amo di te
  Quel tuo sorriso
beota

la mania idiota
di tirarmi 
i capelli

e dici: vorrei
averli anch'io così belli

e ti dico: cretino,
comprati un parrucchino!

e a letto stare sveglia
e sentirti 
russare

e sul comodino
un tuo calzino

e la tua caffettiera
che è esplosa,
finalmente, in cucina!

la pipa che impesta
fin dalla mattina

il tuo profumo
di scimpanzé

quell'orrendo gilet
le piccole cose
che amo di te